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Piazza
San Marco |
| La piazza San Marco
- l'unica a Venezia che porta il nome di piazza, tutte le altre
chiamandosi "campi" è per il suo eccezionale decoro
definita la più bella piazza del mondo.Per quanto delineatesi
nel Medioevo, avendo assunto l'attuale estensione nel secolo XII,
ha schietto carattere rinascimentale.Tutta chiusa, sì da
somigliare piuttosto a un immenso salone marmoreo a cielo aperto,
si allunga trapezoidale davanti alla Basilica di San Marco che,
con la sua espansa facciata rutilante di mosaici e di gotiche fioriture,
le fa da miracoloso fondale ne ne è anche prospetticamente
l'assoluta protagonista.
La cingono sugli altri lati uniformi edifici di proporzionata eleganza,
ai quali le arcate dei portici terreni e quelle delle logge superiori
imprimono un ampio e riposato ritmo. Sono essi: nel lato Nord, la
torre dell'Orologio, del 1496 - 1506,dalla cui terrazza sommitale
scende il suono delle ore battute dai "Mori" contro la
gran campana, e le Procuratie Vecchie del 1514, destinate alla più
alta Magistratura della Repubblica dopo quella del Doge; sul lato
Ovest, la neoclassica Ala Nuovissima o Napoleonica, eretta nel 1856
dallo Scamozzi e ultimate nel 1640 dal Longhena. All'estremità
di queste si leva l'alto campanile di San Marco, poderosa torre
coronata da cuspide, anticamente faro di naviganti, prototipo di
tutti i campanili lagunari, che mette un'acuta nota di verticalismo
nella spazialità dell'ambiente, esaltandone quasi l'armoniosa
distensione orizzontale.
Il campanile segna con la sottostante loggetta del Sansovino l'imbocco
della piazzetta San Marco, che si collega ad angolo retto con la
piazza. La domina la monumentale facciata del palazzo Ducale (1442),
il cui sottile gioco di pieni e di vuoti, di chiari e di scuri,
viene ripreso in toni classicamente solenni dalla sansovinesca Libreria
Vecchia che le sta di fronte. |
Basilica di San Marco |
La Basilica di San Marco, cattedrale della città e sede
del Patriarcato dal 1807, quando fu qui trasferito dall'antica
cattedrale di San Pietro di Castello, è testimonianza viva
di fede. I mosaici medievali soprattutto, con le narrazioni dell'Antico
e del Nuovo Testamento, sono non solo una meditazione biblica,
ma - al modo delle icone orientali - segno della presenza del
Divino nel mondo. L'attuale Basilica è la terza, dopo quella
del IX sec. voluta da Giustiniano Partecipazio all'arrivo a Venezia
del corpo di S.Marco nell'828, e quella del X sec. ricostruita
da Pietro Orseolo I dopo un incendio del 976.
Fu completamente rifatta molto più grande, utilizzando
antiche fondazioni e antiche murature, nella seconda metà
dell'XI sec., a partire dal dogado di Domenico Contarini (1043-1070).
Fu consacrata nel 1094 Una tessitura di mosaici sfolgoranti, opera
di maestranze di Bisanzio e di Venezia, ricopre le pareti e le
volte delle navate, marmi orientali e greci sono profusi ovunque.
Il Presbiterio e' chiuso da una iconostasi sormontata da statue
dei Dalle Masegne, del 1394.
Sopra l'altare con le spoglie del Santo, uno splendido ciborio
del XIII secolo sostenuto da quattro colonne con capitelli del
XII. La facciata a piu' ordini e arcate con decorazione musiva
del '200, '300 e secoli successivi mostra oggi le copie dei celebri
quattro cavalli. Coronano la basilica un fastigio di guglie e
di cupole dorate. Dalle gallerie, gli antichi matronei, si osservano
meglio i cicli musivi delle navate minori, dei sottarchi e delle
cupole e si accede alla loggia esterna.
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Palazzo Ducale
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Costruito
nel IX secolo, si presentava inizialmente sotto forma di castello
fortificato. Dopo essere stato più volte distrutto da incendi
e in seguito ricostruito, oggi si presenta a noi principalmente
con la struttura del progetto realizzato tra il XIV e il XVI secolo.
Nel corso della sua storia ha assunto sempre funzioni di rilievo:
è stato sede del governo della Serenissima, il palazzo
di giustizia e la residenza del Doge.
Tutto in questo palazzo da l’evidente manifestazione di
potere e gloria della Serenissima, dalla imponente facciata, ai
grandi dipinti storici e allegorici negli interni, ai preziosi
stucchi, alle ampie sontuose sale. Ciò avrebbe anche dovuto
impressionare eventuali ambasciatori dignitari in visita a Venezia
e rafforzare il mito dello splendore della Repubblica.
Il risultato è il più felice esempio di gotico
veneziano e uno dei massimi capolavori dell'arte rinascimentale
e seicentesca.
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