| Venice
Welcome grazie a Chorus (Associazione Chiese di Venezia)
vi invita ad un viaggio entusiasmante alla scoperta di 1000 anni d'arte
e storia custoditi nel più sorprendente museo: le chiese di Venezia.
Conoscerete i capolavori dei grandi artisti che nei secoli hanno lavorato
in città, negli stessi luoghi per cui sono stati concepiti e realizzati.
Allo stesso tempo, scoprirete una Venezia sorprendente, fatta di luoghi
silenziosi e appartati e diventerete protagonisti di un grande progetto
di recupero del patrimonio artistico della città: tutti i proventi,
infatti, vengono utilizzati per il restauro e la manutenzione delle chiese
di Venezia.
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Chiese
di Venezia |
Orari
di visita
lun-sab 10.00-17.00
dom 13.00-17.00
Luglio e Agosto chiuso la domenica |
Ingresso
singolo 2,50 € |
Chorus
Pass 8,00 € |
| Chorus
Pass permette la visita di tutte le chiese |
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Basilica
di San Marco |
| La
Basilica di San Marco, cattedrale della città e sede del
Patriarcato dal 1807, quando fu qui trasferito dall'antica cattedrale
di San Pietro di Castello, è testimonianza viva di fede.
I mosaici medievali soprattutto, con le narrazioni dell'Antico e
del Nuovo Testamento, sono non solo una meditazione biblica, ma
- al modo delle icone orientali - segno della presenza del Divino
nel mondo.
L'attuale Basilica è la terza, dopo quella del IX sec. voluta
da Giustiniano Partecipazio all'arrivo a Venezia del corpo di S.Marco
nell'828, e quella del X sec. ricostruita da Pietro Orseolo I dopo
un incendio del 976.
Fu completamente rifatta molto più grande, utilizzando antiche
fondazioni e antiche murature, nella seconda metà dell'XI
sec., a partire dal dogado di Domenico Contarini (1043-1070). Fu
consacrata nel 1094..
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| Basilica
dei Frari |
La
Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari è una delle
più imponenti chiese veneziane nonché uno dei massimi
esempi d'architettura francescana. I frati francescani ottennero
il terreno dal doge Jacopo Tiepolo nel 1250 e subito vi costruirono
una piccola chiesa orientata dal lato opposto dell'attuale basilica
che risale invece alla metà del XIV secolo e ha il suo
modello nella veneziana San Giovanni e Paolo.
A
fianco svetta il campanile in cotto, uno dei più alti di
Venezia, risalente al 1396.La facciata è dominata da un
portale archiacuto e dalla splendida statua del Redentore benedicente
di A. Vittoria.
L'interno
dela chiesa, organizzato a tre navate su una pianta a croce latina,
contiene grandissimi capolavori dell'arte veneziana di tutti i
secoli. Sull'altare maggiore domina L'Assunta del Tiziano, l'altare
Pesaro vanta il Martirio di Santa Caterina di Palma il Giovane.
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| Basilica
della Salute |
Nel
1630, più di mezzo secolo dopo la terribile pestilenza
del 1575-77, il morbo si abbatte nuovamente su Venezia. Il doge
fa voto di erigere una chiesa intitolata alla Salute, chiedendo
l’intercessione della Vergine Maria per porre fine alla
pestilenza. La progettazione fu affidata al giovane architetto
Baldassarre Longhena. Il suo progetto rispondeva alle esigenze
di grandiosità richieste dalla Serenissima: una chiesa
che doveva esaltare la Vergine e al tempo stesso la Repubblica.
La basilica fu consacrata nel 1687.Dal
punto di vista scenografico ed urbanistico la grande chiesa, sorta
dove il Canal Grande sfocia nel Bacino di San Marco, fungeva da
contraltare alle possenti cupole della basilica di San Marco,
impreziosendo ulteriormente lo scenario. Esternamente la pianta
ottagonale è contraddistinta da altrettanti prospetti architettonici,
e il più grandioso è quello corrispondente alla
facciata principale, caratterizzata da un imponente portale ed
enfatizzata dall’ampia scalinata.
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Basilica dei Santi Giovanni e Paolo |
Iniziata
verso la metà del 1200 e ultimata circa due secoli dopo,
è uno dei più imponenti edifici gotici della città.
Viene comunemente definita il Pantheon veneziano per i molti monumenti
funebri di dogi (ben 17) e di personaggi importanti che ospita.
Curiosamente a questa monumentale chiesa manca il campanile, che
già dal XIV secolo sembra essere scomparso nel nulla ed
è oggi rimpiazzato da un campaniletto a vela.
L'interno
dell'edificio comunica un effetto "immenso": le colossali
strutture sono tutte avvolte dalla luce soffusa che filtra dai
finestroni; numerosissimi i dipinti, le sculture, le cose da vedere.
Appena entrati, lungo la navata di destra si trova il monumento
a Marcantonio Bragadin, l'eroe di Famagosta, scorticato vivo dai
turchi nel 1571 (reliquia agghiacciante ma un tempo onoratissima
dallo Stato è la pelle contenuta nell'urna). Tra le numerose
e interessanti opere della chiesa, tra cui una rara vetrata policroma
cinquecentesca, si trova il polittico "di San Vincenzo Ferreri"
di Giovanni Bellini, e alcuni capolavori di Paolo Veronese nella
cappella del Rosario (dedicata alla battaglia di Lepanto, vinta
dai veneziani contro i Turchi nel 1571).
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| Chiesa
della Madonna dell'Orto |
Chiesa della
Madonna dell'Orto:il nome deriva da un'immagine della Madonna
che uno scultore aveva deposto nell'orto di casa sua e che presto
iniziò ad essere venerata dagli abitanti del sestiere.
La chiesa
è tappa fondamentale per conoscere la pittura di Jacopo
Robusti detto il Tintoretto che qui fu infine sepolto nella cappella
di destra vicino all'altare insieme ai figli. La
fabbrica impegnò tutto il xv secolo - inserendosi su una
presistenza - e risultando una delle strutture più tipiche
della Venezia gotica, come dimostra la tripartizione della facciata.
Di derivazione romanica sono invece le nicchie in cui sono poste
le statue dei Dodici Apostoli opera dei Delle Masegne.
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| Chiesa
di Santa Maria dei Miracoli |
Santa
Maria dei Miracoli venne eretta tra il 1481 e il 1489 su progetto
di Pietro Lombardo per dare una degna collocazione all'Icona con
la Vergine fra i Santi che veniva già venerata dal 1408
per i suoi poteri taumaturgici. La chiesa che era allora collegata
con l'attiguo convento - oggi abitazioni private - da un cavalcavia,
divenne uno dei massimi esempi del rinascimento architettonico
veneziano: i marmi policromi, il finto porticato lungo i fianchi,
il frontone semicircolare...L'interno
organizzato ad un'unica navata con volta a botte è dominato
dalla scala che introduce all'altare maggiore completamente decorato
da statue di Tullio Lombardo, Alessandro Vittoria e Nicolò
di Pietro, mentre la volta è compartita in cinquanta cassettoni
decorati con i volti dei Profeti e dei Patriarchi opera del fratello
Gerolamo Pennacchi, Vincenzo dalle Destre e di Lattanzio da Rimini.
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