Nel silenzio elegante di Campo San Beneto, a due passi dal Teatro La Fenice, sorge il Palazzo Pesaro degli Orfei, meglio conosciuto come Palazzo Fortuny. Qui, tra pareti avvolte da velluti, luce filtrata da alti finestroni e soffitti che sembrano sospendere il tempo, Mariano Fortuny y Madrazo trasformò una grande dimora tardo-gotica in un laboratorio totale: pittura, scenografia, fotografia, moda, tessuti, luce. È questo lo spirito del Museo Fortuny: non un semplice museo, ma una casa-atelier in cui l’invenzione artistica diventa esperienza immersiva.
La visita è un percorso dentro l’immaginario di Fortuny: bozzetti teatrali e scenotecnica, la leggendaria stampa su tessuto, gli abiti-scultura come il celebre Delphos, oggetti e arredi di gusto orientalista, una biblioteca creativa, sale dedicate alle passioni wagneriane, fino ai materiali dell’atelier tessile condiviso con Henriette Nigrin. Il tutto allestito nel palazzo storico che Fortuny salvò e reinventò, riaprendo spazi, abbattendo tramezzi, ricomponendo proporzioni, per farne una macchina estetica perfetta.
Le origini del palazzo, voluto da Benedetto Pesaro, risalgono alla fine del Quattrocento (1460–1480 circa). La mole possente, le polifore del primo e secondo piano nobile e la grande profondità delle sale (oltre 43 metri) ne fanno una delle più vaste residenze private del tardo gotico–rinascimentale veneziano. Nei secoli il complesso fu frazionato, ospitò tipografie e accademie musicali (come l’Accademia degli Orfei dal 1786), fino a un progressivo declino nell’Ottocento. Fu Mariano Fortuny a ridargli vita: entrò qui nel 1898, ne divenne via via proprietario (1899, 1900, 1906) e lo trasformò in studio e casa-atelier, liberando gli ambienti e restituendo equilibrio allo spazio. Dopo la sua morte (1949), la moglie Henriette Nigrin donò nel 1956 il palazzo al Comune affinché fosse “perpetuamente” centro di cultura; il museo aprì al pubblico nel 1975. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Nato a Granada in una famiglia di artisti e collezionisti, Fortuny cresce in un ambiente cosmopolita tra Spagna, Parigi e Venezia. Pittore, scenografo, inventore di dispositivi illuminotecnici, fotografo e soprattutto creatore di tessuti e abiti d’avanguardia, sperimenta senza sosta sulla luce (anche nella resa pittorica e fotografica) e sul rapporto tra superficie, colore e movimento. La casa-atelier di Palazzo Fortuny ospita i nuclei che raccontano le sue passioni: i tessili stampati (tra cui il velo Knossos presentato nel 1907), il mitico abito Delphos (1909–1910, in seta plissé finissima), la scenografia, i riferimenti alla musica di Richard Wagner che influenzarono i cicli pittorici di fine Ottocento e primo Novecento. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Al cuore della poetica fortunyana c’è l’idea di un atelier-mondo in cui la tradizione veneziana (Tiziano, Tintoretto, Veronese) incontra suggestioni orientali, gusto rinascimentale e modernità tecnica. La moda e i tessuti sono il punto in cui arte e artigianato diventano la stessa cosa: matrici lignee, colorazioni, velluti e sete stampate con procedure brevettate, capi che non vestono soltanto ma mettono in scena la luce. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Il percorso si integra con mostre temporanee che dialogano con la storia del luogo. In questo periodo è esposta ANTONIO BEATO. Ritorno a Venezia (15 ottobre 2025 – 12 gennaio 2026), dedicata al grande fotografo attivo in Egitto tra Ottocento e Novecento. :contentReference[oaicite:8]{index=8}
Indirizzo: San Marco 3958, 30124 Venezia — Campo San Beneto.
Orari (stagionali):
Dal 1 aprile al 31 ottobre: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
Dal 1 novembre al 31 marzo: 10:00 – 17:00 (ultimo ingresso 16:00)
Chiuso il martedì. Le operazioni di chiusura iniziano 20’ prima. :contentReference[oaicite:13]{index=13}
Biglietti Museo Fortuny:
Intero: €10,00
Ridotto: €7,50 (6–14 anni; studenti 15–25; over 65; MiC; Rolling Venice; ISIC; ecc.)
Ridotto scuole: €4,00 (1/09–15/03, classi con docenti, fino a 2 accompagnatori) — Offerta Famiglie: ridotto per tutti i componenti paganti (2 adulti + almeno 1 ragazzo fino a 14 anni).
Gratuito: residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0–5; persone con disabilità + accompagnatore; guide abilitate; docenti accompagnatori (fino a 2); partner MUVE; card convenzionate (VHH, VIF Art Pass, Save Venice, MUVE Friend, ecc.). :contentReference[oaicite:14]{index=14}
Cumulativo “I Musei del Moderno e Contemporaneo” (Ca’ Pesaro + Fortuny): Intero €15,00 – Ridotto €12,00 (validità 3 mesi, una sola entrata per museo). :contentReference[oaicite:15]{index=15}
Acquisto online: biglietti su Vivaticket; audioguida MUVE App disponibile (€3). :contentReference[oaicite:16]{index=16}
Perché è uno dei rari luoghi in cui Venezia racconta il proprio Novecento senza perdere l’anima: un palazzo storico abitato da un artista che ha letto la tradizione e l’ha convertita in energia creativa contemporanea. Qui si comprende come la luce diventi un materiale, come un tessuto possa essere pittura, come una scena teatrale possa trasformare lo spazio. È un’esperienza sottile e potente, perfetta per chi ama i musei che si vivono, più che semplicemente si visitano.